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Abemus Cast

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Dopo casting, provini, re call… ce l ho fatta! Sono riuscita ad ultimare il cast del mio spettacolo.

Oggi preparavo un gruppo con tutti i loro indirizzi mail per facilitarmi le comunicazioni di servizio e mi sono fermata a contemplarli. Sono belli! Mi sento un pò mamma nonostante tutto. È la prima volta che lo dico di un cast. Mi piacciono. Ho avuto qualche dubbio e ancora oggi non sono convintissima di aver fatto tutto quel che era giusto. Ma loro gli attori più bravi che per ora mi siano capitati. Una buona parte di loro pende dalle mie labbra e crede nella mia natura divina. Mmmm magari questo spettacolo riuscirà a darmi qualche grande soddisfazione. Non lo so, non sono certa di nulla, ma solo di dover arrivare al debutto con tutto pronto.

Lunedì prima lettura. Ero sola e loro tutti schierati verso di me. Non mi sono posta il problema e tanto meno preparato nulla visto che sono più di 3 mesi che io e gli altri lavoriamo a questo progetto. Ho talmente tanto di quel materiale nelle vene che potrebbe parlare anche solo il mio sangue.
La lettura è stata buona ed è culminata con l’ottimo. Non tutti hanno perfettamente capito la parte ma c’è tempo. Ognuno ha dato a suo modo, qualcuno mi ha confermato con fiducia la sua adeguatezza, altri mi hanno fatto nascere qualche dubbio controllato, si perché con il giusto lavoro tutti arrivano dove devono.
Finale a sorpresa caldo e non gelido come sono solita andar via. Appunti interessanti, domande approfondite e a qualcuno si accende una lampadina: “adesso capisco” calcolando che solitamente a me gli attori la dicono il giorno della generale, direi che siccome siamo alla prima prova siamo a cavallo. Yuppi (come qualcuno ha gioito quando gli ho dato esito positivo del provino)

Sono qui anch’io. Start.
Lullabyyy84-IO³

Tutto quello che mi dicono

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M mi scrive: ” …cmq ieri sera davvero un bel clima, un bello spirito di lavoro.
e i frutti si vedono. ogni volta mi sembra che il seme acerbo stia germogliando sempre piú forte, bello e luminoso.
quelle che erano solo tue ispirazioni (anche un pó vaghe a vederle da fuori) diventano materia viva.
mi convinco sempre di piú che verrà un risultato potentissimo.
brava, brava davvero.
ah, e mi sono sorpreso con un sorriso immenso nel cuore rendendomi conto che il nostro particolare modo di voler lavorare sta costruendo uno stile artistico del tutto particolare. fantastico!
(l’importanza della creatività di tutti gli aspetti tecnici in un’unica direzione. fuori dai clichet ma attenta e consapevole di ogni dettaglio…il tutto retto da un’idea fortissima che guida, ispira e traina). sono sicuro che il pubblico sarà travolto da tale potenza
i dubbi sono di chi ha bisogno di “vedere” per capire. tu stai ancora trovando le parole per spiegare cosa hai nel cuore, prima ancora che in testa. ricorda le mie fatiche per tirar fuori quella roba strana che volevo fosse D.
ma meglio di me tu stai trovando luce, sicurezza e spiegazioni (anche a te stessa) proprio dai dialoghi e dai dubbi degli altri. dover rispondere e convincere loro ti obbliga a trovare maggiore chiarezza in te. e cosí gli impulsi trovano forma e materia”

G mi dice: ” tesora se vuoi scrivere qualcosa sull’amore.. qualcosa devi vivere.. L o non L.. e vivere non significa pensare o osservare… significa godersi alcuni attimi in totale libertà.. perchè se non li vivi quando passano, muoiono e non tornano..

L’oroscopo di Rob Brezsny dice: “A questo mondo”, diceva Oscar Wilde, “esistono solo due tragedie. Una è non ottenere quello che si desidera, l’altra è ottenerlo”. Conto sul fatto che tu riesca a confutare la seconda parte di questa discutibile affermazione, Leone. Secondo la mia analisi dei presagi astrali a lungo termine, nei prossimi sei mesi otterrai sicuramente quello che desideri. Riceverai il tuo premio, guadagnerai la tua medaglia, vincerai una partita importante, vedrai riconosciuto un tuo diritto o troverai un tesoro. Quando succederà, sono sicuro che farai in modo di goderti per sempre questa benedizione. Non ti provocherà nessuna tristezza.

Sono qui anch’io. In ascolto.
Lullabyyy84-IO³

Ma sto mal di testa…?

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ho mal di testa
penso troppo è questo il problema
ad uno spettacolo che debutterà presto
penso agli attori giusti
penso alle scene perfette
ai costumi ideali

image

alle idee originali
a lasciare spazio a tutti
a soddisfare i bisogni di tutti
unità sceniche indipendenti che però siamo legati da un filo di coerenza
mi soffermo sull’aderenza con la realtà
voglio ingannare il mio pubblico
voglio fargli capire cose, cose che fa finta di non capire
voglio un video che abbiamo ragione
voglio una cantante che canti male
voglio dei musicisti che suonino con l’anima
il testo semplice ma curato, un buon tentativo iniziale
voglio comunicare
penso a problemi logistici, di organizzazione, umani
penso al domani, al debutto agli occhi agli sguardi
penso agli addetti ai lavori che giudicheranno
cerco possibilità sbocchi aria
ricerco un futuro per me e per gli altri
le preventivo i problemi e come ho intenzione di risolverli
michele è un problema del pubblico, quanto ce ne sarà? come faccio incrementarlo?
le prove quante prove, modifiche quali modifiche, musiche quali musiche
scelgo che mi darà una mano, delego responsabilità,
immagino le luci e chi le governerà
valuto i costi Le spese
mi tengo buoni capi
do certezze navigo nel dubbio
meglio i conflitti
tengo i tempi

e ancora mi domando perchè ho mal di testa?

Sono qui anch’io. A pensare.
lullabyyy84-IO³

ma quel tuo spettacolo di marzo…?

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“Scusa Lullabyyy quel tuo spettacolo di marzo…?”
Un attore professionista che si approccia a me cercando una parte nel mio prossimo spettacolo? So soddisfazioni.
Peccato che non possa offrirgli quello che cerca e quindi sono costretta a rispondergli:
“Io non sono prodotta, faccio tutto da me. Il giorno che sarò bravissima e famosa vi chiamerò, statene certi.”
Dal proscenio arriva una risata, gentile e sommessa. E’ lui che sorride e divertito se la ride per quel che ho detto.
Gli attori sono strani animali da palcoscenico, cercano le possibilità perché solo così possono lavorare e con la loro bravura se ce l’hanno.

L’aria a teatro è dura, ritardi su ritardi, tempo speso tanto, cose fatte poche. C’è tensione, c’è insoddisfazione e frustrazione.
Quando si lavora con anima è difficile venirne fuori senza ferite e così da un fraintendimento ecco il primo urlo del regista,
da giorni incassa e si danna sotto il peso dei grandi impegni, scivola schiacciato dal peso ed emette il primo grido di dolore.
Silenzio. Pausa. [come una didascalia da copione]
Siamo a pochi giorni dalla prima ed è anche normale: gli attori hanno le loro ragioni, i tecnici anche e il regista le sue.
Nessun torto, nessuna ragione; tutti torto, tutti nella ragione.
E’ uno strano mestiere.

Sono qui anch’io. Nella mia casa che si chiama Teatro.
lullabyyy84-IO³

alla ricerca di un titolo

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Ho detto “Si, lo voglio” quando da idea tutto si è trasformato in un taccuino.
Il sù detto taccuino si è fatto fitto fitto di appunti, bozze, idee…
lì ho capito che ci ero proprio dentro.
Quando è toccato buttarsi non mi sono tirata indietro, ne avevo tutta la voglia,
ho organizzato nella mente e sto organizzando con le mani.
ma poi un ostacolo insormontabile si presenta ai miei occhi
IL TITOLO
come cavolo lo voglio chiamare sto spettacolo?
Non lo so, so solo che c’è questo, c’è quello,
quello è fisso e tutto il resto cambia,
voglio circa 8 attori,
voglio queste persone nel cast tecnico e poi…basta!
“Ma ci vuole un titolo!” qualcuno mi dice.
Lo voglio con tante parole, difficile da ricordare tutto,
voglio che suoni dolce ma che ti aspetti che non sia tutto lì.
Prendo gli elementi, li mischio, li rimpasto, stendo l’impasto ma la ricetta non è ancora perfetta.
Allora riprendo tutti gli ingredienti ne aggiungo altri, da altre mani, ma il risultato è poco omogenio.
Sono in crisi. Rimando.
Contatto la mia colonna portante nel cast e lei mi dice: “Sono con te, ovunque tu voglia andare, so che sceglierai la strada giusta”.
Mi armo di pace, dopo 6 ore di prove tutti i giorni e un po di sabbia nelle scarpe,
scrivo alla rinfusa cosa mi spinge e forse riesco a trovare la mia motivazione e quella del testo che nascerà,
ora manca poco… lo so che è lì, nascosto dietro il sipario o dietro una quinta, sotto una tavola del palco o è sù in graticcia.

Lo troverò!

Sono qui anch’io. Alla ricerca.
lullabyyy84-IO³

Attore #1 #2 #3 #4 #5 #6 #7 #8 #9

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Lavorare con questi attori ha i suoi pro e i suoi contro.
Ieri è stata una bella giornata con tanti pro e pochi contro.

Attore#1: dal carattere particolare, pessimo uditore, molto concentrato su se stesso ma dalla buona tecnica e con una cura nella costruzione del personaggio che sfiora il maniacale e il minuzioso. Fa un buona performance, è pulito nei movimento (che poi è quello che mi compete valutare e correggere), abbastanza presente e quasi più solidare coi compagni.

Attrice#2: Assente ma sostituita dal suggeritore e dopo che anche il suggeritore é out sosttituita da me. E’ il personaggio più affascinante, Iago della situazione, il cattivo. Anche se odio recitare (e questo il cast ancora non l’ha capito) mi cimento in quelle poche battute. Da quel poco che ne so se c’è qualcosa di bello in questo mestiere è quello di sentire addosso i vestiti di qualcun’altro e vedere come qualcun’altro che come te indossa i vestiti di qualcun’altro si rapporti con te.

Attore#3: Di matrice cabarettista e dal grande rigor logico fa fatica a fare tante cose: calibrare la voce, costruire il personaggio, immedesimarsi, interagire con gli altri… gli do il consiglio di lasciarsi andare e di vivere più istintivamente il ruolo. Continua a giustificarsi come se sbagliare fosse un peccato capitale. . . se vuole fare davvero questo mestiere deve cambiare in primis la testa.

Attrice#4: Dal grande talento, con una grande cura per i particolari, l’interpretazione, la memoria, le prove… è davvero un piacere lavorare con lei e insieme vedere i punti che non le tornano. Molto attenta, ascolta, aiuta i suoi colleghi in scena, porta avanti il suo compito e si carica della responsabilità che le viene donata.

Attrice#5: Giovane ma talentuosa, con dei difetti tecnici evidenti ma ha ancora tanto tempo per imparare. Dal forte istinto d’attore, si vergogna dei sui limiti ma li affronta, lavora duramente e non piega mai la testa. Avevo dimenticato quello sguardo curioso ed entusiasto della novità. C’è qualcosa di inestimabile in un rapporto regista/attore fondato sulla stima reciproca e sul lavorare seriamente, duramente.

Attrice#6: Giovane quanto la sua collega che la precede presenta alcuni limiti evidenti sull’interpretazione immedesimata delle battute. Ha sempre paura che il cuore le batta troppo forte e che si senta quel forte rumore che fa. Purtroppo possa capirla. L’affetto che mi lega a lei mi ha fatto pensare che scommettere su di lei non sarebbe stata un’azione sciocca. E’ la migliore sui movimenti e sul trasformare le mie indicazioni in fatti, mi riempie sempre di più di orgoglio.

Attore#7: Capace, poliedrico ma dalle caratteristiche molto particolari. Un pezzo unico. Tanta umiltà e voglia di provare, sperimentare, mettersi alla prova lo rendono una colonna portante del gruppo. Mai in primo piano, ma stimato per la sua costanza. Ha influenzato questo progetto più di quanto si possa pensare.

Attrice#8: Dal temperamento molto maschile in scena, buona elasticità mentale. Voglia di lavorare e lavorare duro. Accetta le sfide con umiltà. Da tutto quello che puo’ e poi ancora e ancora e ancora e ancora un po’.

Attore#9: Minuta e graziosa tanto quanto la sua voce pulita e dalla dizione perfetta. Delicata nei toni, nelle sfumature, nelle interpretazioni, Apparentemente poco forte.. Ragionevole, dolce, premurosa, attenta. Brava ma non adatta alla parte. Allora cambiamo la parte e la prendiamo.

E mi domando: che cosa pensano di noi? Se gli piaccia stare qui? Se si sentono stimolati? Se ci credono in questo progetto?
Ho paura…come sempre…a 30 giorni dal debutto.

Sono qui anch’io. Attenta e curiosa.
lullabyyy84-IO³

Operazione Flirt – FALLITA

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Quando ho ragione ho ragione!
Tanti bei consigli che non ho seguito perché avevo un presentimento.
Mi ero detta: "E' troppo strano tutto questo. Perché un cambio così repentino di atteggiamento. Avrà un'altra"
E infatti così è. Una bella notifica salta ai miei occhi: MERINGA è passato da "Single" a "Impegnato".
Per una volta una sconfitta non è un grande problema se posso dire AVEVO RAGIONE

La consapevolezza mi permette di non sbagliare mai.
Ma qualcuno ti risponde: "Si ma non ti metti mai in gioco se non sei sicura di vincere?"
Questo atteggiamento mi permette di non farmi del male, non reagisco bene ai no!
"Ma sei eccessivamente prudente e vivi a metà"
Mmmh sarà ma gli istintivi giustificano le azioni avventate per genuine
e in realtà commettono lo stesso mio errore, piegarsi su se stessi e sui propri difetti.

Ho udito il rumore di una Meringa che si frantuma…peccato, mi sarebbe piaciuto mangiarla.
Forse hanno ragione gli altri, se avessi osato avrei potuto recuperare, chi lo sa?!
Penso a quella scena, quell'ultimo giorno, quell'ultimo tentativo, ah se fossi stata più audace!
Ma quando si tratta di me non sono poi così brava a gestire situazioni sentimentali.

L'ultimo esempio ieri sera, davanti a me in un pub due ragazzi bellissimi, soli.
Non ho osato guardarli, come se i miei occhi potessero essere fastidiosi per loro.
Ho un pessimo rapporto con la mia bellezza (quella di ogni donna) e non con me stessa.
Come dire: mi vedo bella per me stessa, ma non credo che gli altri mi possano vedere allo stesso modo.

Sono qui anch'io. Destinata a perdere occasioni.
Lullabyyy-IO³

Teatro Valle Occupato

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Teatro Valle Occupato
Roma 15 Giugno 2011

Lo racconterò ai miei figli…Mamma c'era!

Ci sono anch'io,
piccola piccola
con le mie poche forze
ma vicina e presente
pronta a lottare per il mio futuro
e quello della mia arte.
 

Sono qui anch'io. Pronta a lottare.
Lullabyyy-I0³

Il teatro…

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Il teatro è il sistema dove tutto, per definizione, è in discussione; il luogo dove la realtà trova il modo di manifestarsi nella sua totalità perché trova il diritto e le condizioni per contraddirsi. Che in teatro non ci sia nulla di vero, è un dato pacifico e unanomamente condiviso: ma più importante è che nulla vi è di certo e di univoco. Luogo di ogni ambiguità, il teatro non sta mai fermo, è sempre se stesso e il suo doppio; è la finzione data e lo spazio che si apre al di là della finzione e <<contro>> la finzione. Così in teatro si può ammazzare e rubare, senza togliere nulla alla realtà e senza violarla. La totalità è garantita dalla finzione, dal fatto che la vita, nel luogo dove tutto è finalmente permesso, non vi è vissuta ma recitata.


Cesare Garboli
"Il <<Dom Juan>> di Molière"
Adelphi, Milano, 2005, p.60.

 

Sono qui anch'io. Teatrante.
Lullabyyy-I0&sup3;