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drin drin

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lullabyyy84: pronto
ex: CIAOOO! Ma quanto ti disturbo!?
lullabyyy84: -.-‘
ex: scusa per oggi, ho capito che dobbiamo prenderci 5 minuti per mangiare, quel nervosismo lo possiamo evitare con un panino.
lullabyyy84: ah!
ex: tutto bene? io sono riuscito a far tutto e sono molto contento. Pensandoci non c’è bisogno di stress abbiamo già fatto grandi cose fino a qui sono fiducioso anche per questi ultimi giorni che mancano.
lullabyyy84: ma si dai! Poi a sto giro sono tutto tranne che ansiosa, non è tutta mia sta baracca e quindi non ho preoccupazioni eccessive.
ex: sono calmo e sereno ora.
lullabyyy84: visto che ci siamo senti io ho fatto tutto ma ho un problema per le foto, non tutte le espressioni sono decenti. Tipo la tua ragazza ha una faccia da ca?!o e neanche photoshop gliera riesce a togliere. Ho sentito oggi che si lamentava proprio della foto che avrei scelto. Non posso farci niente era l’unica in cui si vedeva il viso e sorrideva!
ex: non preoccuparti, ahahah, ho capito! Le dico che l’ho scelta io.
lullabyyy84: non c’è bisogno di dirle bugia ma almeno tu sai come stanno le cose prima che si inviperisce. Che con gli altri mi permetto di rispondere ed azzittire tutti con lei ste cose non me le posso ancora permettere.
ex: ahahahhaha va bene dai.

non capirò mai chi sei!

Sono qui anch’io. Stupefatta.
lullabyyy84-IO³

Problemi di coerenza

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Se tu “bello de casa” ciai l’ansia… nun è un problema mio.
Se tu “bello de mamma” ciai voglia di riversare tutto su di me…nun è un problema…ve?!
Ma se tu “bello de zia” te ne vieni -c***oc***o- e mi dici che alla fine delle fiera so io quella agitata stai male!
MA COSA VUOI? FAI PACE COL CERVELLO BELLO MIO E TAPPA LA BOCCA A QUELL’ESSERE CHE TE PORTI DIETRO CHE CON IL MEZZO SOPRA CITATO E BUONA SOLO A LECCARTI IL CULO E A SPARARE COSE SENZA SENSO. A MAESTRINA DE STO C.
Che dovrei prendere da te? Non ti reputo più bravo di me, sei un vigliacco, non prendi responsabilità e ora all’ultimo metti me nel calderone dei problemi…io ti ho consigliato a mio tempo e tu non hai voluto tenere conto di quello che dicevo…ora ti attacchi. Io il mio lavoro l’ho fatto e l’ho fatto in tempo e per bene, ora se vuoi qualcuno che ti dia ragione…girati dietro che sicuro che trovi quella pronta a dire che sei buono e giusto.
Siamo vicini al debutto ed è sempre una cosa difficile, ma non mi faccio fare la ramanzina di sicuro da una che predica che non c’è nessuno a darci una mano e poi lei è rimasta tutto il tempo con le braccia conserte e il culo sulla sedia. “Tesoro gli idioti li trovi infondoadestra vai a far loro visita privami del piacere di guarare quella tua faccia rugosa. E smettila di fingere di voler sacrificare la tua vita per dare una mano che se te prende a male pure quel giorno a sto giro non te alzi neanche per andare a pisciare”.
E tu “maestro” hai neanche la metà delle responsabilità che ho io e te fai venire pure gli attacchi da prima donna. Alzati e cammina invertebrato, piagnone. Lontano a me, tu che non sai più fare il mio bene. Hai avuto il coraggio di dire che ho sbagliato a fare qualcosa che non serve visto che non comanderò io per quella sera, pura parvenza per le tue stupide orecchie che non sono in grado di percepire il senso artistico o pratico che c’è.
Dire quello che penso è così scorretto ma così liberatorio.
Non devo avere cuore in un luogo sicuro dove l’istinto non puo’ essere accusato di mancanza di tatto visto che non puo’ ferire nessuno.

Sono qui anch’io. Molto arrabbiata.

lullabyyy84-IO³

Quelle poche volte che m’arrabbio so amara

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Quelle poche volte che m’arrabbio so amara…come st’insalata…
ci metto un po’ di mais per addolcirla
non garantisco sui risultati

Penso che farà una strage. Non c’è una pasquetta che possiamo passare serenamente io e te, dobbiamo per forza scannarci. A sto giro non te la faccio passare liscia ti inchiodo al muro…
per il mio bene
per il tuo bene

farò il necessario e niente di +
priorità a me soltanto e ai miei bisogni
e tu non volermi male…

Sono qui anch’io. Amara.
lullabyyy84-IO³

Quando hai un ego troppo grande…

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Quando qualcuno ha un ego troppo grande

la sensazione, da fuori, è un po’ come ritrovarsi in un ascensore piccolo con un grassone accanto.
Soffochi ma non è colpa tua…
Hai una pancia tanto grossa da non riuscirti a vedere neanche i piedi con cui cammini.
-.-‘

Sono qui anch’io. Il lavoro di gruppo è davvero estenuante.
lullabyyy84-IO³

Un giorno…

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E un giorno le chiederà di sposarlo

magari chissà quante volte si sono detti TI AMO

lui l’avrà detto a lei? ogni volta ci crede, ogni volta ci casca,

per adesso mi diverto troppo a guardarli e a ridere di loro

della loro unione fittizia

dove lei è attaccata a lui come se fosse la sua ancora di salvezza patetica

e lui che la guarda e la bacia con la consepovelezza che non fa per lui.

Potrei scrivere una commedia dell’assurdo su questo seggetto

Beckett me la invidierebbe! Ionesco pure.

Soffrire nel nome di un qualcosa che non esiste è assai patetico

e il mio ghigno si trasforma in riso e poi in amaro e poi in sorriso

avvilita dalla relatività, dal giochi di ruoli,dai qui pro quo,

un tempo ero io al suo posto e qualcuno ha riso di me come io sto facendo con lei

per quello sorrido, per quella ironia di cui la sorte è assai celebre

e per una volta sono spettatrice beffata ma consapevole

E di patetico c’è qualcosa in tutti noi. Io, tu e lui.

Sono qui anch’io. Sentenziosa

lullabyyy84-IO³

P.S: E’ così difficile pensare che non è così brutto guardarli insieme, ma che anzi mi aiuti in qualche modo?!

Aspettare o agire?

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È questo il dilemma.
Se guardo i suoi occhi non c’è il mio riflesso.
Non è il momento. Ma la mia pazienza non c’è più.
Aspettare è una tortura e io non voglio più dolore.
Hai dimenticato la mia lettera o temporeggi perchè sai cosa potrai trovarci dentro?
Avrò ancora segreti ai quali tu non potrai accedere finquando non saprò che mi meriti, ancora come un tempo.
Sono vinta da desideri e paure dalla consapevolezza che non è ora il momento giusto.
Ah quanto lontano è settembre… quando ti ero così vicina, brutto vigliacco.
E se ti voglio ti prendo così e quello che sei ora non piace neanche a me.
Devo attendere che tu risbocci, che i tuoi colori vengano fuori, che il vero te stesso torni a te, quel ragazzo con la sciarpina al collo, tanti sogni e amore per sé e per gli altri.
Lo aspetterò e mi farò forza.

Sono qui anch’io. Con un piede nel vuoto.
Lullabyyy-IO³

Non chiedetemi se sono felice

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Non chiedetemi se sono felice
non chiedetemi se lo sarò
ma se mi chiedete se sono stata felice vi risponderò di si.

Alla ricerca continua di qualcosa che si conosce appena.

Sono qui anch’io. Che non so.
Lullabyyy-IO³

Vuole approcciarsi amichevolmente a me?

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Mi ha detto che lei aveva già pensato di inviarmi una mail, per approcciare a me in maniera amichevole.

COSAAAA???

NO NO NO NOOOO!

Oddio ma che le passa per la testa, è impazzita? Fino a poco tempo fa ero la causa dei suoi malesseri e oggi vuole diventare mia amica?

LUI DICE:
“Io le ho detto di non farlo e anche che la tua risposta non sarebbe stata certo scontata. Allora si è insospettita e mi ha chiesto se avevo parlato con te della cosa. Io le ho detto di no, ma che davo un ipotesi plausibile conoscendo i caratteri. Infondo tu ti sei approcciata bene a lei ma non so dopo tutto quello che è successo che idea hai”.

E già che idea ho? Mi interrogo, se lei mi avesse mandato una mail come diceva di voler fare e questo preavviso non mi fosse mai arrivato cosa avrei fatto? Avrei certamente camminato nella camera come una pazza ripetendo che “è pazza”, avrei chiamato qualcuno per sfogarmi e chiedere consiglio, avrei minuziosamente bivisezionato le parole alla ricerca di tutti i sotto testi e dopo almeno un giorno avrei risposto. Ma come, dicendo cosa? Penso che mi sarei fatta influenzare da lei e dai suoi stati d’animo, non forse assecondandoli ma magari mi sarei presa una rivincita per la sua maleducazione e mancanza di tatto. Non credo avrò mai la risposta, ma ne sono felice.
Questa mi mancava. Dopo le umiliazioni, le torture adesso, solo adesso, ha capito che non sono il male, proprio adesso che sono intenzionata a non fregarmene di nulla e a minare alla sua relazione. Cavolo! Ah ma ho tappato la bocca alla mia coscienza, non mi farò fermare da una passiva aggressiva, non sono una sciocca!
Ebbene si, sono arrivata a concludere il suo dipinto psicologico ed ho capito la patologia da cui è afflitta. Passivo aggressiva: questo ossimero rende bene il potere dei deboli. Hai una ragazza che quando le chiedi una serata solo coi tuoi amici lei ti risponde: “Ah ok, ma si vai tranquillo, io me ne resto qui sola a leggere un libro” e poi è triste, o magari arrabbiata per tutto il resto della giornata. Che culo, la tua ragazza è una passivo aggressiva. Ma tu sei pronto a vivere la tua vita così, sotto queste pressioni invisibili ma potenti, che possono influenzarti e destabilizzarti. Che fai in una situazione del genere ti incazzi: ma lei non ti ha mica detto niente. Che fai l’assecondi: e si ma non se lo leva mica il broncio, vuole prima che le chiedi scusa. Ma scusa di cosa? Io non sono una così, al massimo, le poche volte che non riesco a dire quello che penso (e sono poche) mi trattengo e non me la prendo con nessuno, visto che il problema è mio che non sono riuscita a dire quello che pensavo. Ci rifletto su e trovo un modo più civile per parlarne con lui in un secondo tempo e con tutte le buone intenzioni. Quando faccio così mi sento proprio la ragazza perfetta e forse lui lo sa…

Lui che mi dice una cosa che lì per lì dovrebbe ferirmi:
“L’unica cosa che potrei fare è invece di stare qui a fumare una sigaretta con te andare dentro a scrivere”

Accuso il colpo ma so che l’ansia per una scadenza lo fa svalvolare e con gioia e energia rispondo:
“Allora dai su, forza, vai dentro e spacca il culo a tutti, scrivi, scrivi scrivi, ce la devi fare”
Sono sincera, davvero, e non sono una vittima. Quando avrà consegnato quei fogli scritti ci sarà il tempo per parlare e con una battuta potrei dirgli: “Certo che quando sei sotto strees hai la delicatezza di un pachiderma”. Farsi del male è inevitabile, soffrire in silenzio è inutile, farsi una bella risata educativa alla fine è la miglior cosa.

Lei invece è cieca, arranca ma non avanza, è troppo presa dalle sue paure per capire qual’è il segreto per conquistare quel ragazzo. Io sono contenta di questo, fino a quando sarò l’unica sarò serena. Credo alla sua buona fede: penso che davvero abbia voglia di cambiare, lo fa principalmente per lui, poi lo fa perché sa che le farebbe del bene farlo e in ultimo lo fa perché ha paura che altrimenti lui andrà via. Non è in grado di dare a lui dei limiti come lui invece fa con lei. Porsi con polso ed energia. La sua cupezza e l’ansia non l’aiutano. Per assurdo uno dei loro problemi è il NOI, lo stesso motivo per il quale la mia storia con lui è finita e un cardine della loro relazione dagli inizi. Ho sempre pensato fosse una grande ipocrisia: come puoi far partire una storia partendo dal noi? Sono tutte cose graduali come: l’innamoramento, la fiducia, l’amore, i progetti insieme.

Lui la lascerà, io non ne sono la causa, ne sono certa.
Penso solo di essere stata un accelerante.
Lui ha iniziato a litigare con più frequenza con lei tanto più i nostri incontri si sono moltiplicati.
Mi parlava di loro, sempre con un tono positivo, che giustifica anche il fatto che abbiano avuto una relazione nonostante i tanti dati incongruenti. Quando ne parlava mi prendeva uno sconforto, lui ha davvero detto le cose come stavano e io ho temuto. Poi in finale si lasciava andare a commenti più istintivi dove sottolineava che nonostante tutti gli sforzi non credeva in un futuro con lei. “I nodi vengono al pettine” “Non credo ce la faremo”. E quella frase che mi riempie il cuore: “Sto lottando, sto provando e riprovando, perché ho capito quello che mi hai sempre rimproverato e voglio imparare a cambiare, lottare, lo devo anche a te”.

Lei sarà passivo aggressiva, ma io ho un’altra strana malattia. Spiegarvi che dietro quella frase c’è una parte del suo amore per me mi prendereste per pazza. Da quando ho iniziato a confidarmi con gli altri ho capito del perché ho sempre taciuto sulla mia storia con lui, non sono in grado di spiegare a nessuno di come la verità ci tenga uniti e di come il capire in pieno l’altro ci permetta di essere franchi e a volte di non necessitare neppure di parole.

Sono qui anch’io. Più vicina.
Lullabyyy-IO³

Per te

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Io non sono in chiesa al matrimonio del mio ex ma la situazione spirituale è simile…
Ho scritto una lettera, l’ho sigillata e sopra ci ho scritto “Per te“, poi ho pensato: se un giorno qualcuno la trovasse? Con questa sintetica intestazione a chi la recapiterebbe? A te! Cose orrende mi sono saltate alla testa: perché qualcuno dovrebbe avere quella lettera in mano senza la mia autorizzazione? Se morissi e venissero a smantellarmi casa? Allora si la troverebbero e non ci sarebbe più bisogno della mia autorizzazione. Troverebbero anche un’agenda piena zeppa, ti recapiterebbero anche quella. Leggendola piangeresti; tante lacrime, tanto dolore, tanti rimpianti, tanta sofferenza, tanta pena. Nonostante tutto, la persona a cui consegnerebbero quello scrigno saresti tu. Abbiamo deciso di vivere una grande ipocrisia ma che nessuno accetta, apparte noi due. Che c’è? Decidere di lasciarsi è stato facile ma meno facile è stato allontanarci davvero. Tu hai una relazione, imponi a lei la mia presenza e la mia importanza, non dandole la possibilità di ribellarsi o di discuterne, l’ultimatum suona così alle sue orecchie: “se hai un problema con lei è un tuo problema, non venire, tu con i tuoi amici io con i miei“. Lei come da manuale per paura di perderti accetta la situazione ma riversa su di me tutta la sua frustrazione. Qualcuno mi dice: “Ma è normale, è semplicemente gelosa, ci sta!“. Solo io penso che sia frustazione? La mia condotta impeccabile non dà la possibilità ad una fidanzata gelosa di accusarmi di qualcosa. Lei è sempre più frustata, odia quello che rappresento, l’eccezione alla regola. Sono qui nonostante tutto, sempre presente nella realtà e nei pensieri. Tu menti a lei per me (e neanche ci fai caso), lei sa quello che sono stata e sa che non puo’ far nulla, finge che tutto vada bene emulando i suoi atteggiamenti ma poi fa i capricci, scalpita e fa l’offesa. Io ho smesso di compiatirla e ora la odio. Ho paura che la serenità che apparentemente ti da si possa trasformare un giorno in felicità. Faccio i conti con la gelosia in un modo strano. Percepisco dei sintomi, del malessere fisico e penso ad una malattia: mi si blocca lo stomaco, perdo il controllo degli arti, mi prude la testa e tremo. Perso all’ipertensione, infondo ho diversi casi in famiglia, ma non alla cosa più scontata: la gelosia. Per comprendere i miei sentimenti devo affidarmi al mio corpo e alle sue mutazioni, non sono in grado di captare quello che sento se non lo sente prima il mio corpo e non me lo manifesta palesemente con un sintomo evidente e tangibile. Che bizzarro animale che sono. Di questa malattia oggi soffro e non riesco a controllarla. Metto su una terapia, prendo le pasticche della verità e già dalla prima somministrazione le cose cambiano radicalmente. Posso dire solo la verità: inizio da me stessa.
Se non penso che a te ci sarà una spiegazione
Se ci incontriamo costantemente per non perderci di vista mai
Se stringerti a me è un desiderio irrefrenabile
Se tremo come una foglia per la gelosia
Se muoi all’idea che qualcuno possa portarti via da me
Se decido che voglio te e che non mi importa nulla delle scuse
Se ho solo un piano A, privo di alternative, per la ricerca della felicità

Se sei solo tu che mi porteresti lì dove voglio andare

Miracolosamente si accende una parte di me che mai credevo di dover mai mettere in funzione. Un obiettivo, nessun piano alternativo quando si parla di felicità. Vedo l’immagine della mia vita che sarà, voglio quello e sorrido. Suderò, soffrirò, patirò, ma non sarà difficile se saprò che oltre c’è vita, la mia vita.

Sono qui anch’io. Protesa verso l’obiettivo.
Lullabyyy-IO³

Master and servant

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Una dipendenza senza logiche di sentimento
se non quelle di dipendenza in sé,
per te che sei stata lasciata
e che non vuoi esserlo più
vuoi una rivincita dalla vita.
Incontri un ragazzo sensibile
e pensi che ti piaccia perché ti potrebbe solo fare del bene (ah povera sciocca)
perché non è nella sua natura ferire, abbandonare, distruggere.
Ti affidi a lui come un’innamorata, forse lo sei davvero.
I vostri caratteri sono molto diversi e già dal principio vengono imposti limiti,
tu accetti il gioco ma non ti allontani, ti fai piacere a forza quello che non ti piace,
ingoi quello che non avresti mai ingoiato, sorridi e fingi piacere per cose che non gradisci,
lo fai per lui…nel senso lo fai perché lui non ti lasci scegliendo gli altri e non te.
Il tuo poco carattere ti porta troppo lontano dalla soluzione e sbagli ogni mossa
puoi far finta ma il tuo gioco è bello che svelato.
Ti piace tutto, metti bocca su tutto, parli di cose private per rendere pubblica la vostra unione.
Unione è anche appartenenza e spero che tu non riesca mai nell’intento finale.

Mi scateni gelosia, gelosia di quello che non so e per quello che non ho più.
Sono il passato ma sono ancora abbastanza forte, lo desumo da quello che mi dice lui:
“Se solo tu volessi potresti mandare all’aria il mio rapporto con lei in un batter di ciglia”.
Ma io non agisco, perché non vorrei neanche per la mia peggior nemica, cioè tu,
causare i dolori dettati da un abbandono, non sarò la causa di una fine, è troppo meschino.
Ma intanto tremo, tremo se lui non mi tiene aggiornata, se non mi consulta, se non mi invita.
Ho sempre pensato che l’epressione più grande del mio amore per lui è e sarà quello di rimanergli accanto
e non perforza esigere per questo baci, carezze o la sicurezza di essere sue e poterlo ostentare;
mi basta poco, stargli accanto e sapere di essere essenziale, come essere vivente e niente più.
Ora qualcosa mina a questo, sento le distanze leggermente ampliate e tremo, tremo di gelosia e paura.
Non portarlo via da me, se ciò succederà penso che inizierò a combattere, sperando che non sia troppo tardi.
Quello che tante volte mi sono chiesta: “Perché non combatto per lui? Cosa potrà mai farmi muovere?”
adesso penso di aver capito: se si allontanerà ancora un po’ inizierò a rincorrerlo.

Sono qui anch’io. Con le scarpe da ginnastica e i calzoncini pronti.
Lullabyyy-IO³