Archivio mensile:novembre 2013

Bello + Bravo 2

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È passato un anno. Si, ci siamo conosciuti circa 12 mesi fa, abbiamo lavorato insieme, bene, tutto un po’ strano, cose dette, cose non dette, cose sentite ma mentite… chissà perché. Dopo dei miei ripensamenti e un tentativo di riavvicinamento, il nulla, strano, ma accettato. Sono passate 4 stagioni e siamo di nuovo lì, a lavorare, di nuovo insieme. Abbiamo più tempo e occasioni e una calamita più forte ci attrae uno all’altro. Tutto + palese, spregiudicato, davanti a tutti, chissà perché… forse perché è stata troppa l’attesa, perché tutto è più forte, per non farsi scappare un’altra occasione, forse perchè sono per lui un corpo che chiama? Chi lo sa… chi vivrà vedrà. Nel frattempo sono avance, complimenti, curiosità… e attrazione, forte, fortissima, incontrollabile.
Quell’inizio così confidente “Ah ma tu non la conosci lei, questa è un fenomeno” con quella voce che vibra e quasi si spezza ad ogni parola detta. “Smettetela di fare comunella voi 2 là dietro”, “Non mi far fare brutta figura col capo”, “tu mi distrai”.
E poi qualche domanda più personale: “sei fidanzata?” “No” “come è possibile…una ragazza bella, brava come te… devo trovarti un fidanzato” Voglio stare da sola, non voglio una relazione.
Le sere passate insieme, come 365 giorni fa, nel buio di una cabina di regia, dove lo ritrovo a fissarmi, borbotta frasi, ride, se la ride, mi sorride con quel suo becco peloso e quegli occhiali scheggiati. Mi tocca le spalle per farmi forza, per avvicinarsi con delicatezza a quella solitudine di color grigio perla che mi circonda. Mi desidera, ma non potendomi avere inizia a provare affetto per me, mi studia e vorrebbe qualcosa di me. Io faccio poche domande, lui è sempre più espansivo e riesco a capire molto anche solo osservandolo. Viene fuori qualcosa che non avevo mai saputo: è fidanzato, facendo i conti da un bel po’. Avevo avuto il sospetto spiando la sua vita e ora ho la certezza. Si lascia sfuggire qualcosa: lui vorrebbe una famiglia lei no, hanno una bella età matura entrambi ma vivono ancora separati. Lo trovo assurdo ma me lo tengo per me. Io regalo una cosa a lui e lui una a me, in ricordo di questa cosa strana…IMG_20131030_125358
Arrivano i tanto attesi giorni di fuoco, fuori casa, insieme a lavorare a stretto contatto, a viaggiare insieme e pare tutto partito in sordina ed invece qualcosa succede. Siamo in auto, in un viaggio della speranza, si chiacchiera, mi fa domande, si diverte, gioca e scherza, ci avviciniamo spalla a spalla al centro e prese dal sonno le nostre teste si chiudono una sull’altra, morbidamente. è notte e ci fermiamo un oretta per dormire, siamo tutti e due sui sedili di dietro ma quasi lontani, nel sonno che ci avvolge cambiamo posizione, siamo uno di fronte all’altro e il mio braccio è disteso, al centro, tra di noi. Nel sonno lui si muove e la sua mano tocca il mio avambraccio, non so se consapevolmente, apre la mano e lo afferra forte tirandoselo a sé, io mi desto dal dormiveglia solo per vedere tutto ciò, sorridere e poi prendere sonno serenamente.
Il giorno arriva, il lavoro chiama, non ci si ferma un’attimo, problemi su problemi, lui ne ha più di tutti. Tutti vanno a pranzo tranne lui e io decido di aspettarlo, per una questione di aiuto professionale e affetto, per non parlare della preoccupazione dettata dal problema alquanto grave che ha di fronte e che solo non sarebbe stato in grado di risolvere. Penso al passato e a tutte quelle volte che lui ha risolto i problemi per me, quello che stavo facendo era il minimo. Le proviamo tutte ma ad IMG00678un certo punto non resta che mollare. Ad inizio serata, nei pochi minuti che abbiamo di libertà mi avvicino a lui per congratularmi del fatto che non si è fatto prendere dal panico, si lascia abbracciare, la sua testa è sul mio stomaco e pare godere di quelle coccole come un bambino. Non ci stacca più nessuno. Gli accarezzo la fronte, i capelli, gli bacio le tempi, lo avvicino al mio petto… (di pollo.. XD)
Finisce questa delirante giornata davanti ad una cena e a del vino, ubriaco di gioia mi accarezza il braccio, come fossi cosa sua, e mi guarda con degli occhi stupidi. L’indomani si ritorna a casa e per qualche ora siamo di nuovo entrambi sui sedili di dietro, in posizione opposte, neanche il tempo di salire in macchina e siamo chiusi in una morsa con le mani nelle mani e ad accarezzarsi. La mia testa sulla sua spalla, le sue mani che accarezzano le mie, io che gli accarezzo l’interno del suo braccio, lui che mi prende con una mano il mento con una carezza sulla guancia, io che accarezzo le pieghe esterne alla gamba del suo jeans. Devo fermarmi per non andare oltre e aspettare l’arrivo a Roma. Scendiamo dalla macchina come due estranei, con un arrivederci a non si sa quando.

Sono qui anch’io. Sempre stata sua.
Lullabyyy84-IO³

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