La gelosia? Più la scacci e più l’avrai…

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“Alto più che mai” mi costringe al terzo post.
Mi faccio troppe domande e sbaglio, ancora una volta. Il ragazzo questa volta molla e cambia a seconda del mio umore e delle mie necessità, a sto giro in negativo però.
Non ce la fa più! È stanco di essere ignorato, ha chiesto attenzioni in ogni modo, ha giocato al mio gioco, si è messo in discussione, ha moderato gli atteggiamenti avendo cura e attenzione per me, ma non ho saputo apprezzarlo. O meglio io l’ho apprezzato ma non l’ho palesato pubblicamente… errore!
È lui quello che ha fatto una telefonata dal suo cellullare per risolvere un problema che poteva intaccare me a lavoro.
È lui che quando ho avuto una pessima giornata mi ha domandato: “Che hai Lullabyyy? (…) La prossima volta vieni da me che ti chiamo il capo al cellulare”.
È lui che mi ha abbracciato con affetto sincero quando imbarazzata dai complimenti di un cliente non sapero come rispondere.
È lui che non mi perde un attimo di vista, che si è interessato di venirmi a parlare nonostante il mio essere schivo e riservato.
Ed io l’ho riempito di insulti, frecciatine crudeli, l’ho deriso e umiliato.
Non ce la posso fare… sono nervosa, mi crea un’ansia l’avvicinarmi a lui. Avrei un sacco di cose da chiedergli ma mi si azzerano all’idea di dover avere la sua faccia così vicina alla mia.
Si è stufato di me e dei miei capricci, se quando arriva io sono sempre intenta a fare altro e non riesco a salutarlo. In passato ha avuto parecchia fantasia per trovare sempre un modo divertente per distogliermi da quello che stavo facendo: la bottiglietta d’acqua fredda passata sul mio avambraccio mentre sono intenta a parlare con dei clienti, che mi fa spaventare, mi volto e ce lui che mi fissa aspettando la mia reazione. Quei momenti in cui mi fissa da lontano dal corridoio centrale e mi butta occhiatacce crudeli. Quando sono immersa nei miei pensieri alzo la testa e lui da lontano ha uno sguardo perso su di me. Quando me lo ritrovo alle spalle e con un espediente mi fa spaventare.
Oggi però non mi rivolge parola, apparte un saluto tardivo ad un incontro fugace nei corridoi con un “Ciao Lullabyyy” e un rumore di simulazione di un bacio fatto con la bocca. Deve essere stato tutto causato da quelle due domande che mi ha fatto l’altra settimana fissandomi e chiedendomi “ma stai scherzando o stai dicendo sul serio?” ed io ad entrambe ho risposto “sono seria!” ma non ricordo proprio cosa mi diceva… Sicuramente era uno dei soliti giochi dove io per scherzare (pesantemente) ho risposto il contrario di quello che volevo dire, probabilmente lui invece era molto serio, l’avrei dovuto capire da quello sguardo di traverso…
Ero all’ingresso del lungo corridoio che è il nostro magazzino, il mio collega dentro non trovava quello che doveva e ha chiamato lui in soccorso. Mi è passato davanti e si è fatto tutta la passeggiata per raggiungerlo, per la prima volta mi sentivo al sicura da sguardi indiscreti e indiscretamente l’ho guardato… al suo ritorno non è stata la stessa cosa, io avevo lo sguardo altrove e lui ha fatto lo stesso.
Qualcuno parla di lui al banco, “Alto è vero che suoni il piano pianoforte”, “Si” risponde lui.
Lui che alzandosi dalla scrivania risponde ad una provocazione di un collega “Non ho neanche uno straccio di relazione con una donna…”.
Tutti elementi intercettati casualmente da me perché casualmente ero lì… che dicono qualcosa in più di Alto più che mai, un bizzarro ragazzo che mi fa capire quanto l’apparenza inganni e che per quanto provi a tenere le persone lontane da me farò il mio bene forse ma non il bene di tutti.
È una giornata strana dove tutto quello che fa mi risuona come pensiero con tanto di eco nella testa. Lo ritrovo a dare una mano ad una mia collega, ci passa un bel po’ di tempo, sono qualche corridoio più avanti e posso vederli, sono molto vicini e lui è anche di spalle. Io metto in atto una vendita dissociativa: cioè parlo col cliente ma ho gli occhi e la mente lì a controllare quei due. GELOSIA!!! Che fanno? Perché ridono? Di che cosa ridono? Ad un certo punto lui si volta verso di me e raccolgo un fugace sguardo. Completo la vendita e porto i clienti alla scrivania per le pratiche varie, me li ritrovo lì uno vicino all’altro, davanti al pc. AAAAHHH! Odio profondissimo e sconforto mistico. Sto malissimo, ho il sangue al cervello e loro sono lì impassibili e noncuranti. ODIIIIOOOO! Non posso meritarmi questo… sono stata davvero così crudele da meritarmi questo? PENSO DI SI!
Sono le 19:30 e mi perdo la sua pausa sigaretta, quella che ogni volta ci fa incontrare nello spogliatoio per quell’ultimo “ciao” che lo fa diventare come al solito l’ultima persona salutata, la più importante! Lui ritorna e sono ancora lì. Vado via saluto tutti e lui mi ignora. Rientro e mi ignora. Penso di stare abbastanza male e di aver compreso la lezione che voleva darmi.
Ho provato sulla mia pelle cosa significa essere trattati come io tratto la gente.
Ho capito che cos’è la gelosia.
Ho capito che mi dava tanto, stando anche alle mie regole, nel momento in cui ho perso tutto.
Ho capito che mi piace e che le mie paure valgono niente e che lui vale sicuramente di più.

Sono qui anch’io. Tolgo il piede dal freno.
Lullabyyy84-IO³

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Informazioni su lullabyyy84

Sarei la ragazza perfetta, la fidanzata perfetta, l'amica perfetta, almeno così sembra. In realtà a me non è che mi convinca tanto la cosa. E se questa è perfezione non è detto che sia così piacevole. La gente è proprio strana, quello che vede è sempre una specie di distorsione della verità e se una cosa è storta poi magari nella visione finale sembra dritta, questo è il mio caso. Vivo due mondi in parallelo, sono: la bianca e la nera, la buona e la cattiva, la timida e l'estroversa, la prima e la seconda ma anche l'ultima. Non sono bipolare. Sono priva di curiosità e istinto, da queste parti l'unica padrona è la ragione. Inizio ad avere qualche problema di memoria serio, dimenticare è ormai il mio hobby. Lavoro nel mondo dello spettacolo ma lungi da me il desiderio di diventare una soubrette, dannarsi dietro le quinte è assai più gratificante. Per chi come me vive nelle contraddizioni sempre pronto a mettere in discussione tutto forte come pochi fredda razionale e calcolatrice il bello e il brutto di me tutto qui dentro.

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