Archivio mensile:giugno 2012

Bello + Preti

Standard

A cena nella maison du prêtre. Partite, birre e ipocrisia.

San Patracchio e San Giovinazzo fatece spazio. Capitolo 6.

Sarò breve e coincisa. Non è stata tutta sta grande esperienza. Merita solo un breve riassunto. In giro per Roma si vedono spesso, nei negozi di souvenir, un certo calendario romano. Un plastificato con foto di preti giovani e belli che quando li vedi pensi solo una cosa “PERCHè?”, la stessa quando vedo un bel ragazzo donato alle “frangie” gay. La copertina è un bel vedere e anche dentro ci sono giovani pastori che ti fanno desiderare di diventare una pecorella smarrita. Ieri il grando evente, pizza dal parroco. Siamo nel salone della casa dell’affittuario del signore, all’ingresso trovo 4 preti, in tenuta da casa, senza colleti o tuniche, l’unico elemento distintivo sono queste collanine ai petti con evidenti simboli cristiani. Io entro con altre 4 ragazze/signore/femmine scortate da un uomo laico. Se il posto fosse stato diverso avrei pensato all’inizio di una di quelle feste private con fiumi di birra e droga di qualche tipo. Ma questa è la maison du prêtre e io sono la solita blasfema. Mi faccio la solita domanda: “perché” e non perché ci sia uno dei preti del calendario ma solo perché 4 uomini che vivono nella stessa casa mi fa pensare solo a orge e festini (retaggio da Erasmus). Bah tutta sta materia umana dedita alla castità. Tutta questa concentrazione di testosterone rinchiuso in camere puzzolenti in subaffitto al Signore.

Sono qui anch’io. con i miei ma perché?
lullabyyy84-IO³

Annunci

Bello + Mario e Rober

Standard

A cena come in scena. Due volti conosciuti e due mondi sconosciuti.

Mario e Rober attori allo sbaraglio. Capitolo 5.

Un caso mi porta a teatro a vedere uno spettacolo. Sono a casa mia, entro senza pagare assisto allo show come se fosse un obbligo di rappresentanza, ma con tutta la serenità del caso. L’esibizione non è male, c’è un amico accanto a me, uno alle mie spalle in cabina di regia e giovani attori al test finale di corso. C’è Rober che non ha una buona voce ed a causa di una sua gaffe con me non gode del mio rispetto, povero lui. Lo distruggo inizialmente ma in seconda mandata mi dimostra di avere un qualche talento reale anche lui. Fine recita, aspettiamo il regista e si va a cena. C’è anche Rober e un altro attore Mario. Mario è bello e ben vestito, in scena non aveva tutto il carisma che ha per strada. Sembra una sudamericano e invece è un campagnolo italiano. Mi piace Mario è semplice, modesto e un gran lavoratore, ha quel fascino tipico del suo mestiere. Una bella voce, una buona presenza fisica e tanta dedizione. Rober durante la serata risana la sua reputazione, è un attore e fa rima con sborone e anche con un altra cosa ma vabè… Il beneficio del dubbio aiuta. Mi ritrovo a sindacare e a criticare come un gran esperto in materia, i ragazzi mi stanno ad ascoltare. Mi sento beata tra gli uomini e tutti mi guardano con rispetto e non guardano il mio petto. (Questa insana passione per le rime deve finire presto)

Sono qui anch’io. Beata tra gli attori.
lullabyyy84-IO³

Houston abbiamo un problema

Standard

Esame istologico arrivato
ESITO: Carcinoma

Step1# : Medico Curante

Step2# : Esami sangue (TSH, FT3, FT4, TG, Calcemia totale ionizzata.

Step3# : Visita Endocrinologica di controllo

Step4# : Scintigrafia

Step5# : Visica Oncologica

Step6# : Iodioterapia

Step7# : Quarantena

Step8# : Ritorno alla vita 🙂

Schematizzare aiuta…

Sono qui anch’io. E ci resterò.
lullabyyy84-IO³

Bello + Emmanuel

Standard

La perfetta sintesi tra  Ryan Gosling e Immanuel Casto. Fascino da porno-groove e mutismo.

Emmanuel il divo. Capitolo 4.

Lo vedo lì e lo fisso intensamente. Mi ricorda qualcuno. Sento una strana attrazione impudica. Poi l’illuminazione: è il sosia del divino, del re del porno groove, del grande Casto! Dimmi che non sei gay anche tu, dimmi che non sei gay anche tu, ho passato notti a piangere quando ho scoperto la triste realtà del grande Immanuel. Sai che rivincita avere un mio Immanuel Casto! Lo prendo come uno stupido gioco e mi diverto al sol pensiero, come una stupida teenager tempestata di acne. Mi accorgo anche di un altro strano segno particolare di questo ragazzo: è muto. Fantastico, sta pure zitto, cosa desiderare di più. Mi ricorda un altro personaggio che ha rubato il mio cuore al cinema, Ryan Gosling in Drive è così dannatamente bello, beatemamente muto. Beh effettivamente ha un non so che anche di Gosling, che dal canto suo fa sangue tanto quanto Casto! Emmanuel è bello, biondo e muto, aderisce perfettamente alla mia immagine del principe azzurro. Si carica dell’oltraggiosa sfacciataggine di Casto e quella somilianza a Gosling fa venire i brividi come quando l’ho visto sullo schermo la prima volta. Ora mi guarda Emmanuel e mi fissa negli occhi, come a sfidarmi, che faccia tosta! Dovrebbe essere punito! Emmanuel genera pensieri impuri ed è il toy boy perfetto. Se dovessi vederlo nudo andrò alla ricerca della scritta MADE IN CHINA.

Sono qui anch’io. Con Emmanuel
lullabyyy84-IO³

Bello + Emilio

Standard

Un ragazzo dal corpo magnetico che mi attrae come la merda con le mosche.

Emilio e la calamite umana. Capitolo 3.

Lo trovo vicino alla scrivania della segreteria che ciuccia un succo di frutta con una micro cannuccia, come i bimbi, come fa sempre e gli piace fare durante le pause; succo di pera il suo preferito. “E tu ti pieghi cossì Lù?!” – “Emi penso che sia tu ad avere qualche problema!” – “Me ssà!” e ride l’idiota. Sono giornate strane le nostre, piccole. brevi ma strane; in onore dei vecchi tempi di quando mi trovavo mano a mano, mani nelle mani. faccia a faccia, viso a viso. Me lo ritrovo in reparto, fermo lì, aspetta che arrivi e iniziamo la solita piecè teatrale: io do uno schiaffo a te, io do un pizzicotto a te, tu mi irridi, io ti scredito; quanto serve per essere vicini e non destare sospetto.
Emilio è bello, bruno, capelli con un ciuffo mo’ di cresta, una faccia da stronzetto, un bambino un po’ cresciuto che si diverte a fare dispetti. E’ semplice Emilio, si cura il giusto, si trascura quando è incazzato, è schietto e sincero. Uomo d’onore e fedele amico. Oggi qualcuna ha tradito la sua fiducia e lui cova rabbia che non sa più come far venire fuori. Non se lo meritava e sta soffrendo. Ma è ritornato sorridere, al suo cinismo, alle cattiverie gratuite e ai dispetti. Emilio è un gran figlio di put***a! Nessuno si è accorto di nulla, tranne il nostro capo, che fa battute da tempi non sospetti. Mi sto facendo scappare occasioni a tutta birra ma sto acquistando un po’ di sicurezza, ancora minima. L’altro giorno me lo vedo arrivare in borghese nel pieno di una ressa al reparto. Mi sento toccare un piede con la punta di un altro, un calcetto contenuto per richiamare la mia attenzione data in pasto ai clienti. E’ lui, con camicia e occhiali a petto leggermente scoperto, ok, tre colpi, colpita, colpita, colpita! “Che ci fai qui?” giusto il tempo per infastidirmi un po’, rispondo con uno schiaffo in pieno petto, proprio sugli occhiali; sentitamente mi scuso: “Oddio scusa non mi sono accorta degli occhiali” e lui con un tono sottomesso e quasi dolce: “ma de che non preoccuparti” Ah! Quarto colpo. Affondata!

Sono qui anch’io. Con Emilio
lullabyyy84-IO³

Bello + Philippo

Standard

Un ragazzo così bello da esserlo come una donna è bella. Elegante, misterioso e sensuale.

Philippo e la bellezza di essere un bel ragazzo. Capitolo 2.

Bello come una donna. E’ un complimento! Quella camicia, quella cravata (da divisa ma elegantemente casual). Quegli occhiali alla Clark Kent, che fanno molto nerd sofisticato, quelle spalle che son tali e non un agruccia magra e ossuta dove deporre un soprabito da non sgualcire. E’ bello Philippo ha degli occhi che quando ti capita di incontrare stai ben certo che avranno il potere di immobilizzarti, spalle al muro, disarmarti e rincretinirti. Mamma mia Philippo mi stai costringendo a rispolverare concetti di filosofia greca, il bello e la morale visto che mi trovo. Philippo si fa fare le sopracciglia dalla sua ragazza, è così che scopro che è impegnato in una relazione. Avevo il sospetto che fosse anche giovine per la mia età, secondo i miei canoni discutibili. Philippo è seduto accanto a me in sala ristoro, siamo in pausa. Lui mangia il solito panino delle 14:30, noto casualmente il suo pantalone calato, un pezzo dell’elastico delle mutande e un bel pezzo di lembo di pelle, è solo epidermide… ma io la vedo come un biglietto solo andata per un mondo sconosciuto. Ma come caspita funziona la cosa, come si fa a ritornare indietro, in sala ristoro? Philippo dimmi la verità è il profumo che porti? Il colore dei tuoi occhi? O porti mutande Calvin Klein (quelle fanno vedere in tv che fanno miracoli) ? Sono una martire davanti a te. Passo le giornata a fissare l’orizzonte alla mia destra e incontro quel tuo viso che ora passa nella mia mente come familiare. Philippo chissà che pensi di me, chissà se vieni verso di noi per attaccare bottone, chissà se stai zitto perché ti annoi. Vabè avremo ancora tante giornate da passare insieme. Vedremo disse il cieco!

Sono qui anch’io. Con Philippo.
lullabyyy84-IO³

Bella + Lullabyyy

Standard

E’ strano di come un piccolo cambiamento possa mutare la percezione che gli altri hanno di te.

Lullabyyy e la bellezza di essere una bella donna. Capitolo 1.

Ebbene si, ho speso 70 euro dal parrucchiere, ma sono valsi tutti fino all’ultimo centesimo, cacchio. Ho un nuovo taglio di capelli e la nuova tinta e tanta stima e ammirazione da parte del mondo intero.
Siamo chiari: non è che io mi veda così figa allo specchio, quasi non mi riconosco, non mi piacciono mica tanto ‘sti capelli, mi accentuano il naso a patata, mi fanno gli occhi più brutti di quelli che sono, mi sento le rughe evidenziate e quella mia faccia di gomma è in primissimo piano ora, ma la gente mi guarda e mi fa i complimenti!
Come ogni volta che mi avvicino troppo ad un casco e ai bigodini perdo ogni interesse per le apparenze e alla solita domanda: “Come li facciamo?” rispondo con un sinteticissimo: “Fai te, mi fido”, dopo un silenzio glaciale dell’hair stylist rinforzo con un bel: “Dai su!”. A me proprio non me ne frega di che lunghezza avere, di quale colore accostare, di bagni di colore, di bidet di acidi, di spennellate di riflessanti. A me i tagli sembrano tutti uguali: lunghi, medi, corti; scalati avanti, scalati dietro, no scalati. Ma il parrucchiere che ha deciso che cambierà la tua vita facendoti diventare una gran freqna, prima del grande passo ti prende una ciocca di capelli, ci avvicina le forbici e dall’alto in basso ti guarda e ti dice intensamente: “La facciamo la frangetta?”. Con grande leggerezza rispondo “Ma si dai facciamo sta frangetta”. Frangetta e leggerezza non sono da associare così in fretta, dovrebbe essere una scelta ponderata, ragionata a più riprese, ma non lo sapevo, presa dalla foga del chissenefrega ho semplicemente creduto che confermare una scelta dell’hair stylist mi avrebbe permesso di immergermi nella lettura del mio Rat-man in santa pace senza più essere interrotta. Grave errore, madornale leggerezza, ogni donna sa che una frangetta può cambiare vite e destini e bisogna essere pronte psicologicamente a portarne una, tanto più se dai riflessi rosso rame. Non intuisco subito gli effetti, mi pare ovvio che nel salone tutti ti dicano che stai benissimo, io mi guardo ed ho la sensazione di avere un taglio alla Sandra Dee ma taccio, sono loro i professionisti, io non ci capisco una ceppa.

Vado a lavoro, sono in ritardissimo a causa della seduta di ristrutturazione appena ultimata. Arrivo in silenzio e cercando di celare il danno, ma questi capelli alla lingue di pentecoste non mi permettono di non essere notata. Un capo mi guarda. “Sono fregata” penso. Poi lui storce il muso. Mi dico “C***o”. Quella smorfia si evolve in un gesto tipicamente legato al culinario, di quando vuoi dire a nonna che le tagliatelle sono squisite. Vuole dirmi che sono buona come le tagliatelle di nonna? Va via. Va bene così, fuori uno. Arrivo in reparto. I miei colleghi uomini notano che c’è qualcosa di diverso in me, si accorgono di tutto: taglio, colore e piega. Se gliel’avessi chiesto mi avrebbero forse saputo dire anche quanto avevo speso, o di quanti capelli è composto il mio cuoio capelluto. L. mi fissa e non parla. “No L. stai esagerando sù,  è solo una frangetta”. “Sei più bella di come lo sei sempre”. L. ha imparato le frasi corrette da dire alle donne da un manuale di sopravvivenza per soli uomini. “Ma davvero è come dite? Io ho davvero difficoltà a guardarmi allo specchio con sti capelli”. “Le tue tette sono anche più grosse!” – “No L. quelle sono le tue endorfine che te lo fanno credere”.
E poi due scene epiche.
Il mio capo alla scrivania, io entro in ufficio, sono di spalle, lui non mi riconosce e chiede ad un collega: “ma chi è quella? una nuova?” con fare da branco di lupi in calore in una torrenziale giornata d’agosto. Il suo volto mi risulta alqianto stupito quando mi volto per guardarlo ed imbruttirlo. “Ah ma sei tu! Ho fatto finta di non riconoscerti!” ed io voglio cambiare reparto!

E poi E. eh ehhh, maledetto E. che con due girni di ritardo mi si presenta davanti agli occhi, mi viene incontro, mi fissa  e mi fa la faccia da “Mazzaquantosoboneletagliatelledenonna” maporcavacca! Sdrammatizzare non serve, mi fissa e assapora la bocca ancora sporca del sugo di nonna. “Aoh ma non sei sazio?” e lui “Bene, bene” – “come bene?” – “Buono, buono” – ” -.-‘” “stai veramente bene” “GRAZIE!”

Eh si si eh E. grazie

Sono qui anch’io. Con Lullabyyy.
lullabyyy84-IO³