Archivio mensile:novembre 2011

Aspettare o agire?

Standard

È questo il dilemma.
Se guardo i suoi occhi non c’è il mio riflesso.
Non è il momento. Ma la mia pazienza non c’è più.
Aspettare è una tortura e io non voglio più dolore.
Hai dimenticato la mia lettera o temporeggi perchè sai cosa potrai trovarci dentro?
Avrò ancora segreti ai quali tu non potrai accedere finquando non saprò che mi meriti, ancora come un tempo.
Sono vinta da desideri e paure dalla consapevolezza che non è ora il momento giusto.
Ah quanto lontano è settembre… quando ti ero così vicina, brutto vigliacco.
E se ti voglio ti prendo così e quello che sei ora non piace neanche a me.
Devo attendere che tu risbocci, che i tuoi colori vengano fuori, che il vero te stesso torni a te, quel ragazzo con la sciarpina al collo, tanti sogni e amore per sé e per gli altri.
Lo aspetterò e mi farò forza.

Sono qui anch’io. Con un piede nel vuoto.
Lullabyyy-IO³

Annunci

Non chiedetemi se sono felice

Standard

Non chiedetemi se sono felice
non chiedetemi se lo sarò
ma se mi chiedete se sono stata felice vi risponderò di si.

Alla ricerca continua di qualcosa che si conosce appena.

Sono qui anch’io. Che non so.
Lullabyyy-IO³

Vuole approcciarsi amichevolmente a me?

Standard

Mi ha detto che lei aveva già pensato di inviarmi una mail, per approcciare a me in maniera amichevole.

COSAAAA???

NO NO NO NOOOO!

Oddio ma che le passa per la testa, è impazzita? Fino a poco tempo fa ero la causa dei suoi malesseri e oggi vuole diventare mia amica?

LUI DICE:
“Io le ho detto di non farlo e anche che la tua risposta non sarebbe stata certo scontata. Allora si è insospettita e mi ha chiesto se avevo parlato con te della cosa. Io le ho detto di no, ma che davo un ipotesi plausibile conoscendo i caratteri. Infondo tu ti sei approcciata bene a lei ma non so dopo tutto quello che è successo che idea hai”.

E già che idea ho? Mi interrogo, se lei mi avesse mandato una mail come diceva di voler fare e questo preavviso non mi fosse mai arrivato cosa avrei fatto? Avrei certamente camminato nella camera come una pazza ripetendo che “è pazza”, avrei chiamato qualcuno per sfogarmi e chiedere consiglio, avrei minuziosamente bivisezionato le parole alla ricerca di tutti i sotto testi e dopo almeno un giorno avrei risposto. Ma come, dicendo cosa? Penso che mi sarei fatta influenzare da lei e dai suoi stati d’animo, non forse assecondandoli ma magari mi sarei presa una rivincita per la sua maleducazione e mancanza di tatto. Non credo avrò mai la risposta, ma ne sono felice.
Questa mi mancava. Dopo le umiliazioni, le torture adesso, solo adesso, ha capito che non sono il male, proprio adesso che sono intenzionata a non fregarmene di nulla e a minare alla sua relazione. Cavolo! Ah ma ho tappato la bocca alla mia coscienza, non mi farò fermare da una passiva aggressiva, non sono una sciocca!
Ebbene si, sono arrivata a concludere il suo dipinto psicologico ed ho capito la patologia da cui è afflitta. Passivo aggressiva: questo ossimero rende bene il potere dei deboli. Hai una ragazza che quando le chiedi una serata solo coi tuoi amici lei ti risponde: “Ah ok, ma si vai tranquillo, io me ne resto qui sola a leggere un libro” e poi è triste, o magari arrabbiata per tutto il resto della giornata. Che culo, la tua ragazza è una passivo aggressiva. Ma tu sei pronto a vivere la tua vita così, sotto queste pressioni invisibili ma potenti, che possono influenzarti e destabilizzarti. Che fai in una situazione del genere ti incazzi: ma lei non ti ha mica detto niente. Che fai l’assecondi: e si ma non se lo leva mica il broncio, vuole prima che le chiedi scusa. Ma scusa di cosa? Io non sono una così, al massimo, le poche volte che non riesco a dire quello che penso (e sono poche) mi trattengo e non me la prendo con nessuno, visto che il problema è mio che non sono riuscita a dire quello che pensavo. Ci rifletto su e trovo un modo più civile per parlarne con lui in un secondo tempo e con tutte le buone intenzioni. Quando faccio così mi sento proprio la ragazza perfetta e forse lui lo sa…

Lui che mi dice una cosa che lì per lì dovrebbe ferirmi:
“L’unica cosa che potrei fare è invece di stare qui a fumare una sigaretta con te andare dentro a scrivere”

Accuso il colpo ma so che l’ansia per una scadenza lo fa svalvolare e con gioia e energia rispondo:
“Allora dai su, forza, vai dentro e spacca il culo a tutti, scrivi, scrivi scrivi, ce la devi fare”
Sono sincera, davvero, e non sono una vittima. Quando avrà consegnato quei fogli scritti ci sarà il tempo per parlare e con una battuta potrei dirgli: “Certo che quando sei sotto strees hai la delicatezza di un pachiderma”. Farsi del male è inevitabile, soffrire in silenzio è inutile, farsi una bella risata educativa alla fine è la miglior cosa.

Lei invece è cieca, arranca ma non avanza, è troppo presa dalle sue paure per capire qual’è il segreto per conquistare quel ragazzo. Io sono contenta di questo, fino a quando sarò l’unica sarò serena. Credo alla sua buona fede: penso che davvero abbia voglia di cambiare, lo fa principalmente per lui, poi lo fa perché sa che le farebbe del bene farlo e in ultimo lo fa perché ha paura che altrimenti lui andrà via. Non è in grado di dare a lui dei limiti come lui invece fa con lei. Porsi con polso ed energia. La sua cupezza e l’ansia non l’aiutano. Per assurdo uno dei loro problemi è il NOI, lo stesso motivo per il quale la mia storia con lui è finita e un cardine della loro relazione dagli inizi. Ho sempre pensato fosse una grande ipocrisia: come puoi far partire una storia partendo dal noi? Sono tutte cose graduali come: l’innamoramento, la fiducia, l’amore, i progetti insieme.

Lui la lascerà, io non ne sono la causa, ne sono certa.
Penso solo di essere stata un accelerante.
Lui ha iniziato a litigare con più frequenza con lei tanto più i nostri incontri si sono moltiplicati.
Mi parlava di loro, sempre con un tono positivo, che giustifica anche il fatto che abbiano avuto una relazione nonostante i tanti dati incongruenti. Quando ne parlava mi prendeva uno sconforto, lui ha davvero detto le cose come stavano e io ho temuto. Poi in finale si lasciava andare a commenti più istintivi dove sottolineava che nonostante tutti gli sforzi non credeva in un futuro con lei. “I nodi vengono al pettine” “Non credo ce la faremo”. E quella frase che mi riempie il cuore: “Sto lottando, sto provando e riprovando, perché ho capito quello che mi hai sempre rimproverato e voglio imparare a cambiare, lottare, lo devo anche a te”.

Lei sarà passivo aggressiva, ma io ho un’altra strana malattia. Spiegarvi che dietro quella frase c’è una parte del suo amore per me mi prendereste per pazza. Da quando ho iniziato a confidarmi con gli altri ho capito del perché ho sempre taciuto sulla mia storia con lui, non sono in grado di spiegare a nessuno di come la verità ci tenga uniti e di come il capire in pieno l’altro ci permetta di essere franchi e a volte di non necessitare neppure di parole.

Sono qui anch’io. Più vicina.
Lullabyyy-IO³