Archivio mensile:febbraio 2011

Il teatro…

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Il teatro è il sistema dove tutto, per definizione, è in discussione; il luogo dove la realtà trova il modo di manifestarsi nella sua totalità perché trova il diritto e le condizioni per contraddirsi. Che in teatro non ci sia nulla di vero, è un dato pacifico e unanomamente condiviso: ma più importante è che nulla vi è di certo e di univoco. Luogo di ogni ambiguità, il teatro non sta mai fermo, è sempre se stesso e il suo doppio; è la finzione data e lo spazio che si apre al di là della finzione e <<contro>> la finzione. Così in teatro si può ammazzare e rubare, senza togliere nulla alla realtà e senza violarla. La totalità è garantita dalla finzione, dal fatto che la vita, nel luogo dove tutto è finalmente permesso, non vi è vissuta ma recitata.


Cesare Garboli
"Il <<Dom Juan>> di Molière"
Adelphi, Milano, 2005, p.60.

 

Sono qui anch'io. Teatrante.
Lullabyyy-I0&sup3;

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RIMBORSO SPESE

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Voglio un rimborso spese dalla vita per tutte le sofferenze
che ho patito, sto patendo e patirò.
Voglio essere sicura che qualcuno premi la mia audacia,
la mia perseveranza e il mio tener duro,
con tutto sto "stringi i denti" mi sono rovinata l'arco dentale
superiore e inferiore, minando anche la mandibola e la mascella.
Voglio una pensiene di invadilità per tutte le botte sulla schiena,
in testa, alle gambe e per gli innumerevoli calci nel culo,
il mio coccige reclama un po' di attenzione in più.
I miei occhi lacrimano e sanguinano a ritmi inauditi,
si sottovaluta la loro importanza e si sopravvaluta la loro capacità.
Usurate dal tempo sono le orecchie, si tendono speranzose
ma restano sempre deluse e ci si fa troppo spesso beffa di loro.
Le dita soffrono di epilessia, usate poco per azioni violente e
troppo per azioni umanitarie. Sono sempre lì accanto a quell'anello
che ruotano a destra e sinitra, tirano su e giù per invocare la sua magica forza.
Le mie spalle sono irrimediabilmente compromesse dall'enorme peso
e la schiena è cronicamente ammalata di scogliosi.
I piedi sono gonfi, sono stanchi di attendere e di correre,
le ginocchia deboli non sostengono neanche il peso del mio corpo,
i muscoli sono a pezzi e continuamente in tensione.
La mia testa delira, fa sempre il suo lavoro e in maniera impeccabile
ma il collo non la sostiene più.
Il cuore è affannato, non ce la fa più, reclama delle ferie.

Il dolore è una guerra da affrontare e da vincere
ma le vittime sono molteplici.
Lo scontro tra persone amiche
dà vita a catastrofici scenari
di odio irrazione
che non è altro che
amore
timido
e
capriccioso
AMORE

Sono qui anch'io. Sofferente.
Lullabyyy-I0&sup3;