Archivio mensile:marzo 2008

BUIO VELLUTO

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Una sala e non un teatro.
Pareti coperte da teli neri.
Poca luce, sufficiente solo per prendere posto.
Uno spazio ristretto e delle panche sistemate in maniera asimmetrica.
Silenzio.
Si chiude la porta e mi ritrovo in una gabbia buia ma piacevole.
Siamo nel regno dell’ombra.
Mi sento completamente avvolta da un manto vellutato di nulla
ma non ho paura,
anzi vivo un insolito benessere e godimento.
Che lo spettacolo abbia inizio.
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TRENO IN PARTENZA

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Ieri sera prendo il treno per tornare a Roma,
il solito
Espresso 956.
Ho la prenotazione per il posto numero "novantazinque della carrossa zinque".
Entro nello scompartimento ma c'è già una ragazza che dorme,
poso la valigia e cerco di disturbarla il meno possibile.
Poi mi avvio in corridoio e mi affaccio al finestrino,
pronta per la solita performance tra me e papà alla partenza del treno.

Rientro nello scompartimento e per caso mi metto a chiacchierare con la su citata ragazza.
Tutta la conversazione parte dalla parola "copione", di lì in poi saranno una serie di coincidenze assurde.

"Vuoi un po' di crema?"

"Guarda che me so portata?"

"Ti va di vedere le foto del viaggio?"
Che tipa, mi ci sono trovata subito bene.
Mi ha praticamente chiesto il numero dopo soli 20 minuti di conversazione.
Una tizia assai spontanea e piacevole.

Siamo arrivati, è mattino.
Dove vai, dove non vai…
"Ti va prima un caffè?" "Ok!"
Andiamo alla etro:
Tu di là |
Io di qua
"E' stato un piacere conoscerti"

"Non sei fredda come dici di essere"


Ciao

MISTERI

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Ho avuto la felice idea di far partire la mia tesi da un rito cristiano cattolico che si celebra dalle mie parti durante la settimana santa.
Ero contenta di parlare della mia terra e delle sue tradizioni.
Col tempo ho imparato ad apprezzare quelle cose che fino a quando ero giù odiavo profondamente.
“E’ possibile che qui funzioni ancora come nel barocco?” mi chiedevo spesso indignata.
Oggi però ho la consapevolezza dello spessore e dell’influenza positiva delle tradizioni popolari, ho imparato ad apprezzare il passato e le mie radici.

Sono scesa in Apulia, questa Pasqua, con l’entusiasmo di un giovane antropologo alla sua prima ricerca, felice di cercare del “buono” in tutto quello che avevo sempre odiato e ripudiato profondamente.
La mia idea da felice, è diventata infelice, quando mi sono trovata faccia a faccia con la solita realtà.
Gentaglia, maleducazione, poco rispetto, invadenza, menefreghismo…non è proprio cambiato niente. Tutto è come quando vivevo lì. Mi si ripresentano
davanti agli occhi le solite cose, la solita ignoranza. Tutto questo mi avvilisce, mi deprime, mi annienta.
Per la prima volta ho pensato (male) di dare una possibilità di riscatto alla mia gente, una seconda chance…che è bruciata per autocombustione nel giro di 10 secondi.


L’UOMO CHE SA COMMUOVERMI, ROBERT DOISNEAU

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Sono entrata in una libreria,
una di quelle piccole e strette che puoi trovare in centro,
piena di libri di cinema, arte, ecc…
Ad un certo punto un banchetto attira la mia attenzione,
sono esposti un sacco di libri fotografici della mia collana preferita.
Ne sfoglio uno, poi un altro, oooh che belli.
Ad un certo punto mi trovo tra le mani questo.

Mentre guardo le foto mi ricordo di averne già vista qualcuna,
il prof. del corso di fotografia all’uni ce ne aveva parlato di questo Doisneau.
Sfogliando le pagine sono presa da un’insolita commozione.
"Che genio quest’uomo!"
Di solito questa è l’esclamazione tipo che rende per me l’idea di un grande artista.
Una dopo l’altra, quelle foto, hanno acceso il mio cuore e la mia testa,
sentimenti diversi, contrastanti, assurdi.
Non voglio farmi un regalo ma questo libro è troppo bello.
"Lo regalerò a zio" mi dico, "O a Claudia".
Ma poi chi era lì con me mi fa notare che forse dovrei tenerlo per me.
E così fu. Compro il libro alla modica cifra di 7 € e 99 cent.

Adesso questa è la mia Bibbia.
E’ spesso molto difficile giustificare la necessità dell’arte,
ma in momenti come questi e davanti a geni come questi io mi sento tutelata e ben rappresentata.
Non bisognerebbe che aspirate al massimo e questo è proprio un "bel massimo".

Robert Doisneau

Robert Doisneau su Photobucket

Robert Doisneau su Flickr



I MIEI SILENZI

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La mia arma più forte è il silenzio.

Quello che ti lascia parlare e mi dà la possibilità di ascoltarti, conoscerti, scrutarti, di capire, di vedere coi tuoi occhi, di aiutarti e anche di trovare i tuoi punti deboli (che poi, molto probabilmente, colpirò).

Il silenzio che sostituisce i miei urli, con un eco spaventoso e una potenza dirompente.

A volte il mio silenzio è sintomatico di un rapporto che è ormai finito, quando non ho più nulla da dirti; altre è tutto l’opposto, ho tantissime cose di cui parlarti, troppe, che non so da dove cominciare.

Dietro al mio silenzio si nascondono voglie, desideri, imbarazzo, azioni mancate, l’istinto; si cela la mia persona ed il marcio che c’è in me.

La maggior parte della gente riempie il silenzio con parole, forse perchè spaventata da questo amplificatore di incertezze.

Io ho imparato a farmi avvolgere da questo "nulla" e a lasciarmi cullare.

LETTURA COPIONE

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E il regista disse: "Prendete e mangiatene tutti, ecco il pane della vita ed il calice della salvezza" e poi moltiplicò i copioni in modo che ognuno avesse il suo!

Tutto questo per dire che abbiamo finalmente svelato il titolo della commedia agli attori dei Giovani Anonimi e Contrari, dopo essere stati minacciati di morte (è giusto sottolinearlo).

Ecco il reportage del grande evento.

 

RITORNO A CASA

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Qui, appena fuori Bologna, tutto è ricoperto di neve, anzi ora nevica…
Questo manto bianco ci voleva, mi ricorda tutto quello che è successo in questa vacanza.
Ho respirato aria pulita e odore di casa, ho chiarito situazioni, acceso vecchi desideri, ho ritrovato qualcosa di me che credevo di aver perso per strada.
Torno a Roma, ai miei impegni ed alle mie responsabilità.
Non sono carica ma calma e pacata, bianca e pulita, ho spazzato via ansia e preoccupazione finalmente.
Questo viaggio ha alimentato un desiderio che adesso mi avvolge e mi riscalda.
Tanto più le nostre vite sembravano prendere due strade diverse, tanto più il destino sembra presentarci le stesse cose che ci tengono uniti nonostante il tempo.
Felice di come vada la mia vita.

IL MIO REGALO PER TE

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Ecco il mio regalo per te.

Ho anche azzeccato il tuo autore preferito quasi senza saperlo.


Accipicchia però,
hai quasi rischiato di avere un regalo doppione!!!
Meno male che ti è arrivata
la gabbietta per luccellino che ha decisamente cambiato il target dei tuoi doni...