Archivio mensile:dicembre 2007

CONTATTO FISICO – CRASH

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DA “CRASH” un film di Paul Haggis

E’ il contatto fisico. In una città vera si cammina, si sfiorano altri passanti e si sbatte contro la gente.

Qui a Los Angeles non c’è contatto fisico con nessuno, stiamo tutti dietro metallo e vetro.

Il contatto ci manca talmente che ci scontriamo con gli altri solo per sentire la presenza.

Dici che non è vero?!

Ci affanniamo a cercare le risposte

Ci complichiamo la vita

Abbiamo un disperato bisogno di contatto

Ma riusciamo solo a farci del male

Quando ti muovi alla velocità della vita scontrarsi è inevitabile

РSono incazzata continuamente, non so il perch̩!

РPerch̩ tieni tutti a una certa distanza, eh! Hai paura di provare qualche sentimento.

– Sto cercando di aiutarti! – Non ho chiesto io il tuo aiuto!

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FULL METAL BIBLIOTECK

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il capo borsisti, è andato via dalla biblioteca dell’università dove lavoro, ha finito il suo servizio civile.
Martedì 4 Dicembre abbiamo preparato una festa di addio in suo onore. Tante cose da mangiare, spumante per festeggiare e qualche sorpresina
è stato sottoposto ad una prova d’attore!


Ha sempre manifestato il suo desiderio di trattare noi borsisti nello stesso modo in cui il sergente Hartman di "Full Metal Jacket" tratta i suoi soldati e così per questa volta gli abbiamo concesso questo privilegio.



Se qualcuno non avesse mai visto il fantastico film di Kubrick, qui di seguito trovate una clip.

Dopo aver apportato qualche modifica al testo, per rendere la cosa più "al caso nostro", questo è quello che è venuto fuori:

Guarda questo video: FULL METAL BIBLIOTECK

L’audio non è ottimo, qui di seguito trovate il "copione" che è la "copia" dell’originale sceneggiatura di Kubrick con qualche piccolo adattamento.

FULL METAL BIBLIOTECK


HERMAN – Io sono il sergente maggiore Herman vostro capo istruttore, da questo momento potete parlare soltanto quando vi sarà richiesto e la prima ed ultima parola che dovrà uscire dalle vostre fogne sarà "Signore", tutto chiaro luridissimi vermi?

BORSISTI – Signor sì, signore!

HERMAN – Ah che cazzo non vi sento, rispondete come se le avesse. davvero

BORSISTI – Signor sì, signore!

HERMAN – Se voi signorine finirete questo corso e se sopravviverete all’addestramento, sarete un’arma, sarete dispensatori di libri e dvd e pregherete per stare al banco, ma fino a quel giorno siete cartaccia, la più bassa forma di vita che ci sia nel globo, non siete neanche fottuti esseri umani, sarete solo pezzi informi di carta da riciclare.

Dato che sono un duro non mi aspetto di piacervi, ma più mi odierete e più imparerete. Io sono un duro però sono giusto, qui non si fanno distinzioni razziali, qui si rispetta gentaglia come: napoletani, abruzzesi, calabresi e siciliani. Il mio compito è quello di scremare tutti quelli che non hanno le palle per servire la mia biblioteca.

HERMAN – Come ti chiami faccia da merda?

BORSISTA 1 – Signore, borsista Simone signore.

HERMAN – Balle! D’ora in poi tu sei il borsista Fes, ti piace questo nome?

BORSISTA 1 – Signor sì, certo signore

HERMAN – I tuoi genitori hanno anche figli normali?

BORSISTA 2 – Signor sì signore

HERMAN – Si saranno pentiti di averti fatto. Tu sei talmente brutto che sembri un capolavoro d’arte moderna. Come ti chiami sacco di lardo?

BORSISTA 2 – Signore, Gabriele, signore

HERMAN – Non mi piace il nome Gabriele, d’ora in avanti tu sarai il borsista Giulio Castello perché puzzi da schifo.

BORSISTA 2 – Signor sì signore

HERMAN – Vi insegnerò ad aprire gli armadi più ostili, a fare tesserine, a trovare i cd e dispense più nefande. Branco di bipedi invertebrati!

Ovviamente ci sono dei riferimenti poco chiari per chi non conosce bene la biblioteca, ma spero vi abbia comunque fatto sorridere.

MAI NESSUNO MI HA GUARDATA COSì

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Mai nessuno mi ha mai guardato in quel modo come mi ha guardata lui.
Il suo sguardo muto aveva qualcosa di profondo e primordiale.
Quei grandi occhi chiari mi hanno colpito fino a toccare l’anima, l’hanno denudata ed hanno continuato a guardare, non curanti o meglio incoscienti.
Mai nessuno mi ha guardata così, mi ha imbarazzato e fatto sentire bene allo stesso tempo.
Il suo viso rivolto verso di me era come il chiodo che immobilizza il quadro.
Non ho mai capito perché quelli come lui passano minuti e ore a guardare le cose ad occhi sbarrati, rimanendo immobili e impassibili. Fissano le cose nuove e coi loro occhi vanno alla loro scoperta.
Pensi che lo sguardo di qualcuno più grande di te possa spiazzarti, qualcuno che ha visto più di te del mondo, che conosce cose che tu neanche immagini.
Eppure quell’esserino poteva avere al massimo un anno, erano i suoi occhi che mi hanno fatto sentire piccola e mi hanno tanto turbata.
Non importa se hai visto il K2, la torre Eiffel o Machu Picchu, ma se solo hai la capacità di guardare al mondo ogni volta con occhi nuovi, potrai ritenere di essere ogni giorno una persona migliore.